I sistemi di disturbo a microonde per la difesa antiaerea funzionano inondando con intensa energia a microonde i circuiti chiave, mirando direttamente ai punti più vulnerabili. La maggior parte dei droni commerciali è dotata di microprocessori, unità GPS e sensori di movimento non protetti, progettati senza la capacità di resistere a forti interferenze elettromagnetiche. Quando queste microonde ad alta potenza penetrano all’interno del corpo del drone, generano sovratensioni massicce che superano ampiamente i limiti tollerabili dai semiconduttori, causando il riavvio istantaneo dei controllori di volo o, in alcuni casi, la completa distruzione dell’hardware — tutto ciò senza entrare mai in contatto fisico con il drone stesso. I test dimostrano che brevi impulsi a microonde della durata di mezzo secondo compromettono i sistemi GPS e i controlli di volo in circa 9 droni su 10 di tipo consumer. Ciò che distingue questi sistemi dai metodi tradizionali è l’assenza di detriti residui, la riduzione del rischio di danneggiare persone nelle vicinanze e il funzionamento sufficientemente silenzioso da non attirare l’attenzione. Ciò li rende particolarmente utili in ambito urbano, nelle vicinanze di aeroporti o in qualsiasi luogo in cui sia presente un’infrastruttura critica da proteggere da intrusioni aeree indesiderate.
Mentre i tradizionali disturbatori RF sommergono i segnali di controllo nel rumore su bande strette (2,4–5,8 GHz), il jamming a microonde opera in modo sostanzialmente diverso, erogando un’intensa energia elettromagnetica a banda larga (300 MHz–300 GHz) che sottopone fisicamente a stress i dispositivi elettronici anziché mascherare le comunicazioni.
| Parametro | Interferenze RF | Jamming a microonde |
|---|---|---|
| Gamma di frequenza | 2,4 GHz–5,8 GHz | 300 MHz–300 GHz |
| Meccanismo d'azione | Blocco del segnale | Interruzione o distruzione a livello di circuito |
| Profondità di Penetrazione | Superficiale (solo antenna/ricettrice) | Profonda, fino ai circuiti interni e alle alimentazioni |
I sistemi a microonde possono generare impulsi di potenza superiori a 100 chilowatt, sufficienti a causare danni gravi ai circuiti integrati non appositamente rinforzati contro tali attacchi. Questi impulsi, in sostanza, provocano il cortocircuito dell'elettronica attraverso diverse modalità di guasto, come condizioni di latch-up, rottura dei gate o semplice surriscaldamento dei componenti oltre i loro limiti operativi. Ciò che rende particolarmente efficace questa tecnologia è la sua capacità di fermare all'istante i droni autonomi in volo, anche quando questi non mantengono un contatto radio costante con le stazioni di base. Neppure le sofisticate tecniche di salto di frequenza o i segnali a spettro espanso utilizzati da alcuni droni sono in grado di resistere a questi impulsi a microonde. E c’è anche un ulteriore vantaggio: la vasta gamma di frequenze coperta consente a questi sistemi di interferire con i moderni collegamenti di comunicazione in banda millimetrica, compresi tra 24 e 40 gigahertz, che i disturbatori tradizionali non riescono ad agganciare poiché operano al di fuori delle normali bande di frequenza radio.
Il jamming a microonde funziona davvero bene contro gli sciarmi di droni perché può coprire ampie aree senza dover mirare singolarmente a ciascun drone. Gli intercettori cinetici e le armi laser devono acquisire i bersagli uno alla volta, operazione che richiede tempo e precisione. I sistemi HPM, invece, funzionano in modo diverso: emettono impulsi elettromagnetici che si diffondono in tutte le direzioni o formano coni ampi, interferendo contemporaneamente con più droni in un singolo impulso. La capacità di gestire così tanti bersagli contemporaneamente dipende da alcune solide caratteristiche progettuali, principalmente da tre vantaggi chiave che rendono questi sistemi superiori rispetto agli approcci tradizionali.
I test sul campo dimostrano un tasso di interruzione del 95% contro formazioni coordinate di 50+ droni commerciali, confermando il disturbo a microonde come unica tecnologia operativa in grado di contrastare efficacemente, dal punto di vista dei costi, attacchi di saturazione.
La convalida operativa durante le esercitazioni militari del 2023 ha confermato il netto vantaggio offerto dal disturbo a microonde nella difesa complessa contro sciami. Un sistema leader ha ottenuto:
Questi risultati evidenziano tre vantaggi strategici rispetto alle contromisure RF e ad altre alternative:
Tali prestazioni consolidano le contromisure a microonde come la soluzione più operativamente praticabile e sostenibile dal punto di vista economico per proteggere aeroporti, centrali elettriche e strutture governative dalle minacce rappresentate da droni a basso costo e in elevato numero.
Nel confronto tra le contromisure a microonde e le armi laser a energia diretta (DEW), vi sono tre principali ambiti in cui le microonde risultano superiori. Il primo fattore rilevante è il meteo. I laser non funzionano efficacemente in presenza di nebbia, pioggia o polvere nell’aria: tali condizioni provocano la dispersione del fascio laser e una perdita di potenza, riducendo sia la portata che la probabilità di neutralizzare effettivamente un obiettivo. Alcuni studi condotti dal laboratorio di ricerca dell’Esercito statunitense suggeriscono che tale riduzione possa superare il 70% in determinate situazioni. Le microonde, invece, gestiscono molto meglio questi problemi meteorologici, subendo quasi nessuna attenuazione mentre attraversano condizioni avverse. Un’altra differenza fondamentale riguarda l’angolo di divergenza del fascio. La maggior parte dei sistemi a microonde presenta un angolo di apertura compreso tra 30 e 60 gradi, il che consente di coprire aree più ampie senza richiedere un puntamento estremamente preciso. I laser, al contrario, necessitano di un allineamento straordinariamente stabile, spesso entro frazioni di grado, rendendo particolarmente difficile il loro impiego contro bersagli in rapido movimento dotati di piccole firme radar. Infine, va considerata l’efficacia contro i sistemi elettronici. Le microonde interferiscono simultaneamente con interi sistemi, influenzando componenti quali i controlli di alimentazione, i sensori di movimento e i computer di volo mediante interferenza elettromagnetica. I laser adottano un approccio diverso, concentrando il calore su parti specifiche come telecamere o motori; tuttavia, ciò richiede un mantenimento prolungato del puntamento su un singolo punto e una precisione assoluta. Poiché le microonde generano questo tipo di disturbo diffuso su tutta l’elettronica dell’aeromobile, tendono ad agire più rapidamente, a tollerare meglio condizioni non ideali e, in generale, a dimostrarsi più affidabili durante scenari operativi reali.
I sistemi anti-droni che utilizzano la contromisura a microonde funzionano applicando i principi dell’accoppiamento elettromagnetico per disturbare i droni a livello circuitale. Questi sistemi generano brevi ma potenti impulsi a microonde, solitamente compresi nella banda da 1 a 18 GHz, mirati specificamente alle frequenze in cui la maggior parte dei droni commerciali risulta più vulnerabile. Componenti come i circuiti riceventi, i moduli GPS e i sistemi di telemetria risultano particolarmente sensibili a tali frequenze. Per quanto riguarda il disinserimento effettivo di un drone, il fattore chiave consiste nella generazione di picchi di tensione superiori alla soglia di tolleranza dei componenti elettronici. Ciò può provocare diversi esiti, che vanno da semplici riavvii dei controller di bordo fino a danni fisici effettivi, come la rottura degli ossidi di gate nei transistor MOSFET. L’efficacia dipende in larga misura dalla capacità di questi sovratensioni di sfruttare le debolezze specifiche presenti nei diversi design di drone.
I requisiti critici di progettazione includono:
La validazione su campo dimostra che sistemi combinati da 10 kW di potenza media, riflettori ottimizzati per il guadagno e gestione intelligente del fascio raggiungono tassi di interruzione del 95% a 500 m—confermando la maturità tecnica e la prontezza operativa della jamming a microonde come strato non cinetico scalabile nelle moderne architetture C-UAS multistrato.
Che cos’è la jamming a microonde?
La contromisura a microonde è una tecnologia che interrompe il funzionamento dei droni utilizzando un’intensa energia a microonde per interferire con la loro elettronica interna.
In che modo la contromisura a microonde si differenzia dalla contromisura RF?
A differenza della contromisura RF, che blocca i segnali, la contromisura a microonde interferisce con i circuiti interni dei droni, rendendola più efficace nel disabilitarli.
Perché la contromisura a microonde è efficace contro gli sciarmi di droni?
La contromisura a microonde è efficace contro gli sciarmi di droni grazie alla sua capacità di coprire ampie aree e neutralizzare simultaneamente più droni, senza dover mirare singolarmente a ciascuno di essi.
La contromisura a microonde è influenzata dalle condizioni meteorologiche?
No, la contromisura a microonde non è significativamente influenzata dalle avverse condizioni meteorologiche, a differenza di alcune altre armi a energia diretta.
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